Contessa Matelda

Contessa Matelda

Contessa Matelda

Terra di castelli medievali e di pievi romaniche, il Casentino ha sempre qualche storia o leggenda da raccontare, e magari da ascoltare gustando qualcosa di speciale nel piatto e nel bicchiere. Girando per negozi e locali del Casentino, potrete forse trovarla sotto forma di birra artigianale, ma a Poppi ancora si tramanda dal Medioevo la leggenda della Contessa Matelda, donna avvenente e amante terribile.

Così affascinante che non c'era, in tutta la vallata, un solo uomo che non desiderasse di possederla. Matelda però era la moglie dell'uomo più potente di Poppi, un cavaliere già anziano, che per le sue campagne guerresche spesso lasciava il borgo dove Matelda trascorreva le giornate, nel silenzio del Castello dei Conti Guidi, afflitta dalla solitudine, desiderando la vita della gente comune di Poppi.

Ancora al giorno d'oggi si racconta che la bella contessa, quando il marito era lontano, ricevesse nelle sue stanze quasi ogni sera un amante diverso. Dopo aver consumato l'amplesso, e per evitare che i suoi amanti rivelassero il segreto, Matelda li faceva precipitare in un fossato irto di lame affilate. Un giorno le donne del borgo si ribellarono, stanche di vedere molti uomini del luogo scomparire misteriosamente. Decisero allora di fomentare il popolo e uccidere Matelda; la trascinarono sulla torre e lì la murarono viva. Così finì i suoi giorni terreni la donna più bella del Casentino.

Ma Matelda non si è mai rassegnata ad uscire di scena. Sono molti, infatti, a giurare di averla vista affacciarsi di notte da qualche finestra dell'antico castello di Poppi, vestita di bianco e con un volto tuttora bellissimo. Qualcuno dice anche che aliti sul collo dei giovani più belli, invitandoli a trascorrere del tempo con lei. Una proposta che ben pochi riuscirebbero a rifiutare ancora oggi.